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Anno

Squadra

Serie PT RT
1929-30 Juventus
A
16
10
1930-31 Juventus
A
29
8
1931-32 Juventus
A
23
7
1932-33 Juventus
A
15
8
1933-34 Juventus
A
20
8
1934-35 Juventus
A
25
5
1935 Chacarita A
20
8
1936 River Plate A 13 4
1937 River Plate A 10 3
Dati anagrafici
Cognome Cesarini Nome Renato
Nato a Senigallia (Ancona) Data 11/04/1906
Altezza ND Peso ND
Esordio 23/2/30, Napoli-Juve 2-2 Ruolo Interno
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 11
 3
25/01/1931
Italia-Francia 5-0

 

Tutti sono concordi nel definirlo il più stravagante giocatore che abbia mai vestito la maglia della Juventus. Il suo ingaggio, non comporta particolari difficoltà: se c'è uno che ha diritto ad usufruire della normativa sugli oriundi, è proprio lui, che in Italia, a Senigallia, è nato. Interno dotato di fisico e tecnica, unisce a queste doti un grande senso tattico. Corre tanto e non perde mai lucidità, inoltre ha intuizioni incredibili, segno di una fervida intelligenza. Il suo unico problema è una tendenza a vivere irrefrenabile, che gli impedisce di saltare anche una sola nottata in compagnia, per la disperazione del presidente bianconero Mazzonis e dell'allenatore Carcano, che cercano di sorvegliarlo, senza però riuscirvi. A volte, si presenta all'allenamento con indosso il solo cappotto di cammello sopra il pigiama, con poche ore di sonno, ma quando si tratta di cominciare ad allenarsi, non accampa scuse. E poi ha un rapporto particolare con l'attrezzo del mestiere, tanto che ai ragazzi delle giovanili dice di andare a letto con la palla, se vogliono diventare giocatori veri. Gli aneddoti su di lui, si sprecano. Bertolini, racconta che in una gara contro la Spagna Pozzo, avendo il problema di fermare la mezzala spagnola Cirri, decide di mettergli in marcatura proprio Cesarini. Solo che gli chiede di seguirlo ovunque vada e Cesarini rispetta a menadito quella consegna. Ad un quarto d'ora dal termine, Cirri, scoraggiato dal fatto che non riesce neanche a girarsi senza Cesarini addosso, lascia volontariamente il campo e l'italoargentino, tra lo stupore generale lo segue anche negli spogliatoi. Alla fine della gara, terminata a reti bianche, il Commissario Tecnico va a rimproverarlo sentendosi rispondere che una sentinella deve rispettare il suo compito sino alla fine. Come fare a ribattere ad uno così? Quando decide di giocare, però, non ce n'è per nessuno, racchiude in un solo giocatore le doti di Suarez e quelle di De Rossi, per la felicità dei tecnici che lo hanno a disposizione. Sa attaccare e ripiegare con eguale efficacia, anche se naturalmente predilige lo schema offensivo che gli permette di variare il tema. Inoltre, ha una altra caratteristica che piace enormemente, un gusto per la battuta cui non sa rinunciare. Generoso in campo, ma anche nella vita: se qualcuno è in difficoltà, non ha nemmeno bisogno di chiedere. Insomma, un campione nello sport e nella vita.

 

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