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Anno

Squadra

Serie PT RT
1939-40 Pro Vercelli
B
8 7
1940-41 Pro Vercelli
B
20 11
1941-42 Spezia
B
33 17
1942-43 Spezia
B
30 8
1944 Biellese
A
15 8
1945-46 Torino
A
38 19
1946-47 Torino
A
27 8
1947-48 Torino
A
29 7
1948-49 Torino
A
21 1
Dati anagrafici
Cognome Castigliano Nome Eusebio
Nato a Vercelli Data 09/02/1921
Altezza ND Peso ND
Esordio 14/10/1945, Juve-Torino 2-1 Ruolo Mediano
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 7
 1
11/11/1945
Svizzera-Italia 4-4

 

Nasce come attaccante e può essere considerato l'ultimo grande prodotto del vivaio vercellese. Nell'estate del 1941, quando già si sente il rombo del cannone in gran parte d'Europa, passa allo Spezia, ove conferma tutta la sua forza. E' un centrocampista possente, capace di rintuzzare la manovra avversaria e di far ripartire la propria con la stessa efficacia. Ambidestro, sfrutta la meglio il suo passato di attaccante e quando si inserisce in avanti, sceglie sempre il tempo giusto. E poi spara cannonate che fanno paura, anche da distanze siderali. Anche di testa, è molto forte e possiede una sana dose di cattiveria agonistica che lo spinge a non darsi mai per vinto. Anche lui, come tutti quelli della sua generazione, perde due anni a causa dello stop inflitto ai campionati dall'arrivo della guerra, ma si rifà abbondantemente alla ripresa dell'attività, in vista della quale si è tenuto in allenamento alla Biellese. Nella estate del 1945, infatti, arriva la fatidica chiamata di Novo e può indossare la maglia del Torino ormai avviato alla grandezza. Va a chiudere un quadrilatero da favola, aggiungendo la sua solidità atletica e la sua corsa ad un reparto che già conta su Valentino Mazzola, Loik e Grezar. Da quel momento, non ce n'è per nessuno. Quando Valentino dà la carica, è proprio il quadrilatero ad avanzare e a premere sulla retroguardia avversaria, sino a provocarne la rottura. Naturalmente, anche Pozzo si accorge di lui e non potrebbe essere altrimenti, visto che è proprio il tipo di lottatore indomito che piace tanto al vecchio Commissario Tecnico. Gioca sette partite, spesso ad altissimo livello, ma stanno per diventare molte di più, in quanto è ormai entrato nella fase migliore della sua carriera, quella della definitiva maturità, propiziata anche dalla sua intelligenza, che lo porta a rimanere sul campo anche alla fine degli allenamenti per rifinire il suo bagaglio tecnico. In effetti sono in molti a considerare non ancora arrivata all'apice la sua parabola agonistica, se non fosse che è ormai in agguato il destino. Anche lui, infatti, si trova sull'aereo che sta riportando il Grande Torino a casa, dopo la partita di Lisbona con il Benfica e il muraglione della Basilica di Superga, sul quale va a schiantarsi il veicolo, lo consegna alla leggenda imperitura.

 

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