ARCHIVIO STORICO
 HOME

 STORIE

 SQUADRE

 CAMPIONATI

 GIOCATORI

 COPPA ITALIA

 MONDIALI

 BIG MATCH

 COMMUNITY

 LINKS

 CREDITS

 CONTATTI

 



 
   
Anno

Squadra

Serie PT RT
1958-59 Udinese A 1 -
1959-60 Udinese A 7 -
1960-61 Juventus A 13 -
1961-62 Palermo A 31 1
1962-63 Inter A 31 -
1963-64 Inter A 33 -
1964-65 Inter A 32 1
1965-66 Inter A 30 -
1966-67 Inter A 30 2
1967-68 Inter A 30 -
1968-69 Inter A 30 1
1969-70 Inter A 26 1
1970-71 Inter A 29 -
1971-72 Inter A 27 -
1972-73 Inter A 30 -
1973-74 Inter A 30 -
1974-75 Napoli A 30 -
1975-76 Napoli A 30 -
1976-77 Napoli A 24 -
Dati anagrafici
Cognome Burgnich Nome Tarcisio
Nato a Ruda (Udine) Data 25/04/1939
Altezza 1,79 Peso 75
Esordio 2/6/59, Milan-Udinese 7-0 Ruolo Terzino
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 66
 2
10/11/63, Italia-URSS 1-1

 

Con Giacinto Facchetti, forma una delle migliori coppie di terzini del calcio italiano di ogni epoca. Inizia nell'Udinese, facendo il suo esordio in serie A in una partita con il Milan che si risolve in una mattanza per i friulani. Lui, però, non è il tipo da scoraggiarsi e in breve riesce a far vedere i suoi mezzi. E' un difensore tenace, rapido, forte nell'anticipo e nel francobollare l'avversario. Non altissimo, è però difficile superarlo di testa, in quanto possiede grande reattività. Nell'estate del 1960, la Juventus lo acquista, ma dopo un solo torneo lo spedisce a Palermo. In Sicilia disputa un grande campionato di serie A, che convince Moratti a portarlo a Milano, ove si sta contemporaneamente affermando un altro giovane terzino, Facchetti. I due sono complementari: l'uno è fortissimo ad attaccare, l'altro a difendere. Anche fisicamente sono agli antipodi, poiché tanto Facchetti è slanciato ed elegante, quanto Burgnich è possente e raccolto, anche tozzo e non bello a vedere. Però il friulano è terribilmente efficace ed essere affidato alle sue cure può trasformarsi in un inferno per un attaccante. Nel 1963, fa anche l'esordio in Nazionale, contro l'URSS e da quel momento non lascia più la maglia numero due, tanto da accumulare 66 presenze e da partecipare alla riscossa della nostra selezione, dopo la crisi seguita al disastro di Superga. In particolare, partecipa alla spedizione messicana del 1970, ove mette a segno una rete nell'incredibile 4-3 con la Germania. Con l'Inter euromondiale di Herrera vince tutto: scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale. E lo fa sempre da protagonista, prima di essere ceduto al Napoli nel 1974. Il nuovo presidente Fraizzoli, infatti, decide che bisogna svecchiare la rosa e lui viene sacrificato senza tanti complimenti. Naturalmente non fa polemiche, essendo un taciturno per natura e poi, in fondo, la nuova meta lo soddisfa. Il Napoli di Vinicio, in quegli anni, è una potenza del calcio e si muove nell'alta classifica giocando un calcio spettacolare, che ricorda quello dell'Olanda. Lui riesce ad inserirsi al meglio, nel nuovo ruolo di libero, ove riesce a sfruttare ancora anticipo e intelligenza tattica per tre stagioni, prima di arrendersi all'incedere imperioso dell'età.

 

 Attenzione. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del sito può essere riprodotta neanche in maniera parziale, se non chiedendo espressa autorizzazione. Eventuali trasgressori saranno puniti a norma di legge.