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Anno

Squadra

Serie PT RT
1941-42 Treviso
C
1 -
1942-43 Treviso
C
18 16
1945-46 Treviso
C
16 -
1946-47 Fiorentina
A
16
-
1947-48 Fiorentina
A
9
1
1948-49 Empoli
B
40
4
1949-50 Empoli
B
37
2
1950-51 Lucchese
A
34
-
1951-52 Roma
B
28
1
1952-53 Roma
A
34
3
1953-54 Roma
A
21
2
1954-55 Roma
A
34
4
1955-56 Roma
A
14
-
1956-57 Cagliari
B
16
1
1957-58 Cagliari
B
13
2
Dati anagrafici
Cognome Bortoletto Nome Raul
Nato a Treviso Data 09/05/1925
Altezza 1,86 Peso 83
Esordio 27/10/46, Fiorentina-Triestina 2-1 Ruolo Mediano
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

Si mette in luce nella squadra della sua città, il Treviso, e le sue doti di risoluto combattente diventano presto evidenti agli osservatori che affollano i campetti impolverati della terza serie. Nella gara che si apre, per assicurarsene le prestazioni, è la Fiorentina ad assicurarselo. Nelle due stagioni passate a Firenze, non riesce però a convincere del tutto, in quanto il suo gioco viene sporcato da alcune imprecisioni di carattere tecnico che si riflettono sul rendimento. In società fanno una valutazione e decidono di spedirlo ad Empoli, per farlo maturare. In quella che è, all'epoca, una sorta di colonia fiorentina, Bortoletto riesce a diventare una vera e propria colonna, tanto da essere anche nominato capitano della squadra, ad onta della giovane età. Le due stagioni ad Empoli sono il definitivo trampolino di lancio. La Lucchese lo coopta nel suo centrocampo, ove riesce ancora una volta a farsi notare come elemento in grande crescita: l'esperienza fiorentina è evidentemente servita per maturarlo. Nel 1951, Sacerdoti, che sta in quell'estate ricostruendo la Roma, dopo la caduta nella cadetteria, decide di ascoltare il consiglio di Gipo Viani e di puntare su di lui, ritenendolo elemento adattissimo nell'infuocato torneo che la squadra giallorossa si appresta a disputare. Da allora diventa una colonna e con Pandolfini, Venturi e Bronèe, forma quello che viene all'unanimità definito il miglior quadrilatero di centrocampo d'Italia. Dotato di un fisico eccezionale, grazie alla sua altezza eccelle nel gioco di testa. Da il meglio di sé in fase di contrasto, ma non è  disprezzabile nemmeno nel gioco di costruzione. E quando si spinge in avanti, sui calci piazzati, qualche rete di testa ci scappa spesso. Arriva anche a vestire l'azzurro, ma dopo la batosta contro l'Ungheria, nel giorno dell'inaugurazione dell'Olimpico, non viene più convocato in azzurro. Si consola facendo collezione degli impermeabili che un negozio romano destina al miglior giocatore romanista di ogni gara disputata. Solo nel 1955-56, all'improvviso, il suo rendimento comincia a scemare, anche per effetto dell'età che avanza e nell'estate del 1955, dopo quattro stagioni giocate sempre alla grande, la Roma lo spedisce a Cagliari, ove va a terminare una ottima e dispendiosa carriera nel corso della quale non ha mai lesinato energie.

 

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