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Anno

Squadra

Serie PT RT
1942-43 Pontedera C 21 2
1945-46 Viareggio
C
21
2
1946-47 Lucchese
B
30 -
1947-48 Lucchese
A
29
-
1948-49 Lucchese
A
34
-
1949-50 Juventus
A
36
-
1950-51 Juventus
A
29
2
1951-52 Juventus
A
24
-
1952-53 Juventus
A
24
-
1953-54 Juventus
A
31
-
1954-55 Roma
A
6
-
Dati anagrafici
Cognome Bertuccelli Nome Alberto
Nato a Viareggio (Lucca) Data 14/01/1924
Altezza ND Peso ND
Esordio 14/9/47, Lucchese-Genoa 0-3 Ruolo Terzino
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 6
 -
22/05/1949
Italia-Austria 3-1

 

E' un terzino roccioso e molto dotato dal punto di vista agonistico, uno dei migliori del calcio italiano degli anni '50. Si è formato nel Viareggio, la squadra della cittadina ove è nato e nella quale disputa un ottimo torneo di serie C al ritorno dell'attività dopo la guerra. L'ottimo comportamento palesato, convince la Lucchese ad investire su di lui, puntando su una sua ulteriore crescita, che in effetti avviene. Nei tre campionati, di cui due nella massima serie, giocati al Porta Elisa, non sbaglia praticamente una partita e le cronache sportive lo segnalano ben presto come difensore di grande spessore. Terzino grintosissimo usa appiccicarsi all'avversario, sino a togliergli del tutto il respiro e in un campionato già contrassegnato dal difensivismo estremo, come quello italiano di quegli anni, è una prerogativa che non può passare inosservata ai grandi clubs, soprattutto quelli che stanno cercando di porre le basi per un futuro migliore. E' la Juventus a spuntarla e a portarlo in bianconero, ove arriva la più nitida delle conferme. Bertuccelli, che ha già fatto il suo esordio in azzurro, diventa una colonna della difesa juventina e gioca quattro stagioni segnate da un rendimento altissimo e da due scudetti vinti. Quando in campo tira aria di battaglia, lui si esalta e butta nella contesa sino all'ultima stilla di energia, sopperendo anche alle lacune agonistiche dei compagni più dotati dal punto di vista tecnico. Nel 1954-55 Sacerdoti decide di sopportare un forte esborso pur di metterlo a disposizione di Carver, reputandolo il toccasana ai difetti difensivi della squadra e alla mancanza di quell'agonismo che più di una volta ha tarpatole ali di una Roma forte dal punto di vista tecnico, ma carente di personalità. Incredibilmente, il forte terzino viareggino gioca solo sei partite, denunciando un logorio fisico che nessuno si aspettava, rivelandosi uno dei tanti bidoni rifilati in quegli anni dalla Juventus alle consorelle meno avvertite. In pratica, è una delle maggiori delusioni della Roma in tutti gli anni '50. Con il fallimento romano, anche la sua carriera volge rapidamente alla fine.

 

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