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Anno

Squadra

Serie PT RT
1951-52 Ponte San Pietro
1952-53 Atalanta
A
21
-
1953-54 Atalanta
A
33
-
1954-55 Sampdoria
A
34
-
1955-56 Sampdoria
A
32
-
1956-57 Sampdoria
A
33
1
1957-58 Sampdoria
A
34
-
1958-59 Sampdoria
A
33
-
1959-60 Sampdoria
A
23
-
1960-61 Sampdoria
A
33
-
1961-62 Sampdoria
A
26
-
1962-63 Sampdoria
A
29
-
1963-64 Sampdoria
A
30
-
Dati anagrafici
Cognome Bernasconi Nome Gaudenzio
Nato a Ponte San Pietro (Bergamo) Data 08/08/1932
Altezza 1,72 Peso 83
Esordio 7/12/52, Fiorentina-Atalanta 1-1 Ruolo Centromediano
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 6
 -
25/04/1956,
Italia-Brasile 3-0

 

E' più largo che alto, tanto che secondo qualcuno non avrebbe il fisico per giocare al calcio. Invece, proprio quel fisico fa la sua fortuna. Robusto, ma anche estremamente reattivo, non lascia un pallone di testa agli avversari. Le sue gambe sono un propulsore inarrestabile e lui sembra una vera e propria molla, capace di saltare in alto, più di tutti, e di rincorrere tutti coloro che passano dalle sue parti. Forte nei recuperi, dotato di buon senso della posizione, si dimostra osso duro per chiunque, senza fare sconti a nessuno. Inizia al Ponte San Pietro, la squadra della cittadina in cui è nato, che in quegli anni si sta segnalando come una realtà di buon livello nel calcio di provincia. Nell'estate del 1952 viene acquistato dall'Atalanta, i cui osservatori hanno avuto modo di studiarlo a lungo e di segnalarlo ripetutamente alla dirigenza orobica. Diventa subito titolare, in una squadra ove i giovani stanno portando il valore aggiunto del loro entusiasmo, portando in alto una società che si avvia a diventare la regina delle provinciali. Dopo due anni, è la Sampdoria a bussare all'uscio atalantino e la vagonata di soldi sganciata dalla società dei "milionari" genovesi (come viene indicata la ricca dirigenza doriana, all'epoca) facilita l'affare. Sotto la Lanterna, si conferma ad altissimi livelli e in una squadra ricca di individualità, affina i suoi mezzi e il suo gioco. Ben presto anche il settore tecnico delle squadre nazionali comincia a studiarlo e nel 1956 fa il suo esordio in azzurro, in una gara che l'Italia stravince contro il Brasile campione del mondo, per 3-0. Giocherà altre cinque gare, ma potrebbero essere molte di più, se militasse in una delle grandi storiche, visto che ormai è uno dei giocatori più in vista dell'intera serie A. Deve perciò ripiegare sulla Sampdoria, che però si sta trasformando in una eterna incompiuta, una squadra ricca di individualità di spicco, che però non spiccherà mai il balzo verso l'alto per il definitivo salto di qualità. A Genova, gioca per ben dieci stagioni, una più proficua dell'altra e quando decide di lasciare l'attività, nell'estate del 1964, per i tifosi doriani è un mezzo trauma, in quanto è ancora in grande spolvero. Lui, ha però deciso di lasciare nel pieno delle forze e di evitare un finale inglorioso, tipico di chi non sa decidere in tempo. Come dargli torto?

 

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