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Anno

Squadra

Serie PT RT
1921-22 Lazio
1°D
25
6
1922-23 Lazio
1°D
20
25
1923-24 Lazio
1°D
16 19
1924-25 Lazio
1°D
15 16
1925-26 Lazio
1°D
9
14
1926-27 Ambrosiana
DN
28
10
1927-28 Ambrosiana
DN
30
17
1928-29 Roma
DN
26
10
1929-30 Roma
A
24
11
1930-31 Roma
A
31
7
1931-32 Roma
A
29
7
1932-33 Roma
A
33
2
1933-34 Roma
A
16
3
1934-35 Roma
A
27
3
1935-36 Roma
A
30
1
1936-37 Roma
A
29
3
1937-38 Roma
A
23
-
1938-39 Roma
A
18
-
1939-40 Mater
C
27
5
1940-41 Mater
C
9
3
1941-42 Mater
C
27
10
1942-43 Mater
B
29
5
Dati anagrafici
Cognome Bernardini Nome Fulvio
Nato a Roma Data 01/01/1906
Altezza 1,77 Peso 75
Esordio 6/10/29, Alessandria-Roma 3-1 Ruolo Centromediano
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 26
 3
22/03/1925
Italia-Francia 7-0

 

Cresce nella Lazio, ove è arrivato solo per effetto di un disguido: presentatosi presso il campo della Fortitudo insieme a Filippi per effettuare un provino, ha trovato sbarrato il cancello e in conseguenza di ciò decide di provare coi biancocelesti. Comincia la sua carriera come portiere, ma dopo aver preso un calcio in testa nel corso di una delle tante, infuocate sfide tra squadre romane, si sposta in avanti. Come attaccante prima, come centromediano poi, fa valere subito i diritti di una classe immensa, che ben presto fanno irradiare la sua fama in tutta Italia. Anche il settore tecnico delle nazionali, si accorge presto di quel campioncino che gioca con la Lazio e nel 1925 avviene il suo esordio, contro la Francia, primo giocatore del centrosud a riuscire nell'impresa. Naturalmente, le grandi squadre del Nord puntano i loro sguardi su Bernardini, il quale viene da famiglia povera e non può certo rimanere insensibile alle lusinghe. La Lazio cerca di ovviare alla situazione facendolo assumere come fattorino in una banca e in tal modo si assicura la riconoscenza del papà di Bernardini. Quando questi si trova in punto di morte, fa promettere al figliolo che non abbandonerà mai la squadra nella quale è cresciuto e di questo obbligo si fanno forti i dirigenti biancocelesti quando le offerte dell'Inter diventano sempre più pressanti. Ben presto la querelle Bernardini avvampa in tutta la sua valenza: il contrasto è tra chi ritiene che il calcio deve rimanere circoscritto ad un ambito dilettantistico e chi invece pensa sia inutile lottare contro la modernità rappresentata dal professionismo. Alla fine Bernardini viene sciolto dalla promessa, ma deve firmare delle cambiali nelle mani di Olindo Bitetti e questo fatto avvelena i suoi rapporti con la Lazio per molti anni. Nell'estate del 1928, il Dottore (come è ormai conosciuto per la sapienza che ne ispira le giocate), torna a Roma, ma per vestire il giallorosso. Diventa ben presto il simbolo della squadra e continua a giocare su altissimi livelli, anche se dopo 26 partite perde il posto in Nazionale a favore di Monti, che Pozzo ritiene più solido dal punto di vista fisico, anche se molto meno provvisto sul piano della tecnica. Come gioca Bernardini? La sua caratteristica è quella di rendere semplici anche le giocate più difficili. Usa molto il piatto del piede, col quale è solito recapitare palloni su palloni ai compagni meglio piazzati e rifugge dalle giocate appariscenti. Pur non disdegnando i ritorni difensivi, è solito risparmiare fiato per le sortite offensive, ritenendo in tal modo di procurare giovamento ai difensori che possono riposarsi mentre la squadra attacca. Quello che colpisce maggiormente, è la calma che impronta il suo gioco, che alcuni scambiano per lentezza: il metodo che usa nello scegliere la soluzione migliore, fa sì che a volte mantenga un po' più lungo il pallone, ma quando il suggerimento parte, si può essere certi che sia la soluzione più idonea. E quando invece del suggerimento parte il tiro, sono dolori per i portieri avversari, poichè il tiro di Bernardini è dotato di grande forza e precisione, come si può notare dalle tantissime reti messe a segno in carriera. Gioca con la Roma sino al 1938-39, per poi andare alla Mater, ove comincia una straordinaria carriera di allenatore che lo vedrà dispensare grande calcio soprattutto sulle panchine di Fiorentina e Bologna.

 

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