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Anno

Squadra

Serie PT RT
1939-40 Rovigo
C
-
-
1940-41 Rovigo
C
-
-
1941-42 Triestina
A
27
1
1942-43 Triestina
A
30
-
1944 Venezia
A
16
6
1945-46 Torino
A
39
2
1946-47 Torino
A
38
-
1947-48 Torino
A
39
1
1948-49 Torino
A
32
1
Dati anagrafici
Cognome Ballarin Nome Aldo
Nato a Chioggia (Venezia) Data 10/01/1922
Altezza ND Peso ND
Esordio 25/10/41, Triestina-Lazio 0-0 Ruolo Terzino
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 9
 -
11/11/1945
Svizzera-Italia 4-4

 

Inizia giovanissimo nel Rovigo, ove mette in mostra doti da francobollatore inesorabile che convincono la Triestina a rilevarne il cartellino. Con la squadra giuliana fa il suo esordio nella massima serie e dimostra subito di essere un giocatore vero. E' il tipico terzine spazzino che caratterizza il Metodo. Implacabile nell'uno contro uno, veloce, deciso, forte in acrobazia, per il suo avversario diretto è quasi impossibile andare via. E se ci riesce, lui non si vergogna a ricorrere al fallo. Diventa un titolare intoccabile, ma poi arriva la guerra ed è costretto a fermarsi anche lui. Gioca il torneo di guerra nel Venezia, per tenersi in forma in vista della riapertura, che lo vede con la maglia del Torino. Novo, infatti, ha intuito le sue grandi potenzialità e ne ha disposto l'acquisto. In un Torino ormai diventato Grande, Ballarin compie il salto di qualità. Nel Sistema di cui i granata sono vessilliferi, muta il suo modo di giocare, affinando le sue caratteristiche tecniche. Adesso, non va più al rinvio potente, ma una volta carpita la palla al suo avversario, la recapita puntualmente sui piedi dei compagni smarcati. La puntualità nelle chiusure, invece, è rimasta quella di sempre. Guarda gli avversari negli occhi e ne intuisce le intenzioni. Si vanta di conoscere le finte di tutte le ali sinistre del massimo torneo e, probabilmente, è vero. Naturalmente, come tutti i compagni, veste di azzurro e con Maroso forma una coppia stratosferica, nella quale alla potenza dell'uno corrisponde la tecnica dell'altro. Con Lievesley, compie un ulteriore salto di qualità e comincia a sostenere l'azione offensiva della squadra quando bisogna andare all'assalto del bunker avversario. Anche per lui i Mondiali del 1950 dovrebbero costituire la grande vetrina in grado di imporlo a livello internazionale, ma non ci arriverà mai. La tragedia di Superga lo porta via insieme al fratello, del quale proprio lui sancisce la condanna, chiedendo a Novo di farlo partecipare alla trasferta portoghese. Quella dei fratelli Ballarin, uniti nell'ultimo volo, è una delle storie più toccanti tra le tante della terribile sciagura che priva il nostro calcio della sua gemma più intensa.

 

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