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Anno

Squadra

Serie PT RT
1942-43 Savona
B
20
-
1944 Genoa
A
20
-
1945-46 Torino
A
40
-
1946-47 Torino
A
25
-
1947-48 Torino
A
40
-
1948-49 Torino
A
32
-
1942-43 Savona
B
20
-
1944 Genoa
A
20
-
1942-43 Savona
B
20
-
Dati anagrafici
Cognome Bacigalupo Nome Valerio
Nato a Vado Ligure (Savona) Data 12/02/1924
Altezza ND Peso ND
Esordio 14/10/45, Juve-Torino 2-1 Ruolo Portiere
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 5
 -
14/12/1947
Italia-Cecoslovacchia 3-1

 

Involontariamente, consegna con le sue parate il Grande Torino alla sciagura che ne tronca la leggenda. L'ultima partita italiana del Grande Torino, giocata contro l'Inter, infatti, lo vede come assoluto protagonista, tanto che la folla di San Siro, gli tributa un lungo applauso mentre i suoi compagni si stringono festanti intorno a lui. Quel giorno, Bacigalupo offre l'ultima straordinaria interpretazione di una carriera breve, ma già grandissima e sbarra la porta di fronte ai furibondi assalti di avversari attoniti di fronte a tanta bravura e consegna in pratica il quinto scudetto consecutivo ai granata. Il vantaggio rassicurante in classifica, infatti, spinge Novo ad accordare il permesso alla squadra di recarsi a Lisbona per la partita di addio di un giocatore della squadra lusitana, un viaggio che si conclude con il terribile urto dell'aereo sul muraglione di Superga.
Valerio Bacigalupo, può essere considerato il primo portiere della nuova generazione. Sino a quel momento, infatti, i guardapali erano spesso dotati di fisico normale e rimediavano a questa lacuna con la grande reattività. E anche il piazzamento era spesso demandato all'intuito. Con lui, cambia tutto. Dotato di ottimo fisico, studia in maniera certosina il piazzamento in mezzo ai pali. Inoltre, ha doti fisiche da spavento e, quando serve, è capace di volare da palo a palo. Il fratello, Manlio, è stato ottimo portiere prima della guerra, con le maglie di Genoa e Torino. Lui dovrebbe finire a Genova, ma Novo riesce a spuntarla e a consegnare alla sua squadra il portiere della leggenda. Fortissimo tra i pali, anche in uscita riesce a spuntarla su compagni ed avversari, anche con le maniere forti, se serve. Pur giovanissimo, ha già ampiamente dimostrato le sue grandissime doti in più di una occasione e ha solo bisogno di una adeguata vetrina internazionale, per consacrarsi a livello mondiale. Tutti lo aspettano ai Mondiali brasiliani del 1950, cui, purtroppo, non riuscirà ad arrivare...

 

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