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Anno

Squadra

Serie PT RT
1948-49 Dep. Luqueno (Paraguay)
1949-50 Lazio
A
7
2
1950-51 Lazio
A
21
7
1951-52 Napoli
A
11
3
1952-53 Sampdoria
A
5
-
1953-54 Novara
A
14
5
1955-56 Novara
A
30
11
1956-57 Torino
A
24
7
1957-58 Torino
A
23
10
1958-59 Torino
A
23
2
1959-60 Palermo
A
22
2
Dati anagrafici
Cognome Arce Nome Dionisio
Nato a S. Juan Asuncion (Paraguay) Data 14/06/1927
Altezza 1,78 Peso 79
Esordio 12/2/50, Lazio-Padova 4-0 Ruolo Ala
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 -
 -
-

 

Arriva alla Lazio nell'estate del 1949. La moda imperante, è quella dei nordici, che si rafforzerà ulteriormente dopo che la Svezia avrà buttato fuori l'Italia dai Mondiali brasiliani, mentre l'altro grande filone continua ad essere quello costituito da argentini ed uruguagi. La Lazio va invece a pescare in Paraguay questo giocatore di cui non si hanno molte notizie, se non che è soprannominato la Perla di Asuncion. Per averlo, Zenobi sborsa 15.000 dollari, una bella cifra all'epoca. Quando arriva, è subito chiaro che si tratta di un giocatore fortissimo. Dotato di straordinarie doti tecniche, quando parte palla al piede è difficile levargliela. Il suo grande problema è però il carattere. Non riesce proprio a resistere alle provocazioni e quando l'arbitro sbaglia vede di fronte ai suoi occhi il drappo rosso. Le squalifiche si accumulano una dietro l'altra e rendono vane o quasi le sue prodezze in campo. La piazza biancoceleste si divide presto in due partiti, fieramente contrapposti. Un giornale dell'epoca riporta addirittura la notizia di una clamorosa rissa scoppiata nel pieno centro di Roma proprio a proposito della sua persona. E i suoi sostenitori arrivano incredibilmente a vociferare di un rapporto tra il tecnico Sperone e la moglie di Hofling, suo diretto rivale per uno dei ruoli di attacco, che sarebbe alla base delle sue ricorrenti esclusioni. A questo si aggiungono i suoi sempre più difficili rapporti con gli arbitri. In una gara con la Sampdoria, arriva addirittura a tirare una pallonata sul volto di Massai, dopo che questi gli ha fischiato contro dopo un fallo di Ballico, beccandosi la bellezza di cinque giornate di squalifica. Scoppia la bufera e solo Flamini si schiera con lui, mentre il resto dell'ambiente decide di dividere i suoi destini da quelli di Arce. In queste condizioni, diventa difficile gestirlo e, dopo sole due stagioni, la Lazio decide di separarsi da lui, con grave malcontento dei suoi supporters. Va al Napoli, ove però non riesce a rendere molto: solo undici le gare disputate, condite da tre reti, che convincono la dirigenza a cederlo alla Sampdoria. Ove va ancora peggio, tanto che si tratta di una annata buttata via. A questo punto, si presenta il Novara ad offrirgli una ultima possibilità, che lui decide finalmente di non sciupare. Nei due anni a Novara, riprende a giocare da par suo e sembra mettere la testa a posto, sino a diventare un punto di forza della squadra e a convincere il Torino ad affidargli una maglia. Nel capoluogo sabaudo, riesce incredibilmente a resistere per tre anni, prima di andare a chiudere la carriera a Palermo.

 

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