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Anno

Squadra

Serie PT RT
1932-35 Nacional

A

35

-

1935-36 Bologna
A
30
4
1936-37 Bologna
A
25
6
1937-38 Bologna
A
28
2
1938-39 Bologna
A
30
6
1939-40 Bologna
A
22
2
1940-41 Bologna
A
20
2
1941-42 Bologna
A
15
1
1942-43 Bologna
A
25
1
1944 Lazio A
14
1
1945-46 Napoli
A
32
5
1946-47 Napoli
A
33
4
1947-48 Napoli A 28 2
1948-49 Catania
C
33 4
1949-50 Forlì
C
32 5
Dati anagrafici
Cognome Andreolo Nome Michele
Nato a Montevideo (Uruguay) Data 06/09/1912
Altezza ND Peso ND
Esordio 22/09/35, Bologna-Genoa 4-1 Ruolo Centromediano
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 26
 1
17/05/36, Italia-Austria 2-2

 

Arriva in Italia nel 1935, al seguito del connazionale Fedullo, che ne conosce bene le doti. Si è già fatto un discreto nome nel Nacional Montevideo, tanto da arrivare alla nazionale. Con la Celeste ha appena conquistato da riserva la Coppa America, per cui le referenze non mancano. Le sue ascendenze italiane, gli consentono di usufruire della normativa che consente ai figli di italiani o a chi abbia discendenze nel Bel Paese, di essere naturalizzato, con i relativi vantaggi di carattere economico. Con questo espediente, l'Italia sta svuotando i vivai del Sud America tra grandi polemiche, ma i vantaggi sono enormi, come nel caso di Andreolo. Piccolo di statura, ma molto ben piantato, è forte dal punto di vista atletico, velocissimo e, nonostante la non eccelsa statura, fortissimo di testa. Inoltre sa sganciarsi al momento giusto e quando si inserisce è spesso pericoloso. E' capace di fermare con aggressività il centravanti avversario, ma anche di sostenere il gioco dei compagni e di aprire il gioco con lunghi e dosati traversoni, grazie ad un senso della manovra tipico della scuola da cui proviene. Altra caratteristica da non sottovalutare, è un tiro potentissimo, che diventa arma aggiuntiva quando le squadre avversarie si chiudono in difesa. Pozzo, si accorge ben presto di lui e quando si tratta di sostituire il grande Monti, avviato verso il tramonto, gli affida la maglia di centromediano. Con la maglia azzurra, si laurea Campione del Mondo nel 1938 e solo la pratica sospensione dell'attività internazionale derivante dall'arrivo del conflitto mondiale, gli impedisce di collezionare più delle 26 presenze che può vantare. La sua fama, valica anche i confini, tanto che nel 1937, viene selezionato per giocare nella squadra dell’Europa Centrale contro una pari rappresentativa dell’Europa Occidentale, mentre nel 1938 gioca nella selezione del Resto d’Europa contro la Nazionale inglese. Andreolo è il giocatore fondamentale nello scacchiere rossoblù, l'elemento dal quale non si può prescindere, e quando si assenta per infortunio oppure non è in piena forma, il rendimento del Bologna cala vistosamente. Come avviene nel 1940/41, quando un grave infortunio gli fa saltare le ultime nove partite di campionato, durante le quali viene sostituito da Boniforti e la compagine rossoblù crolla, collezionando solo 6 punti nelle ultime 7 partite, mantenendo la testa della classifica solo grazie al vantaggio accumulato precedentemente sull’Ambrosiana Inter. Nella stagione 1941/42. con Andreolo ancora a mezzo servizio, il Bologna si ritrova ad arrancare nelle posizioni meno nobili della classifica, al limite della zona retrocessione, finché il suo pieno recupero porta la squadra fuori dalla lotta per non retrocedere e ad un settimo posto finale, che visti i sudori freddi vissuti in precedenza, è un grande risultato. Rimane coi petroniani sino al 1943, nonostante la serrata corte del Milan (e anche dei francesi del Sochaux), vincendo la bellezza di 4 scudetti, per poi passare alla Lazio nel corso del torneo di guerra. Quando l'attività riprende, va al Napoli (allenato ed espressamente chiesto dal connazionale Sansone), a spendere gli ultimi lampi di una immensa classe. Ormai il declino indotto dall'età è evidente. Gioca ancora un paio di tornei a Catania e nel Forlì, in serie C, più che altro per racimolare qualche soldo e poi si decide ad attaccare gli scarpini al chiodo.

 

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