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Anno

Squadra

Serie PT RT
1921-22 Legnano 1°D 10 -
1922-23 Legnano 1°D 10 -
1923-24 Legnano 1°D ND 4
1924-25 Legnano 1°D ND 1
1925-26 Juventus 1°D 17 -
1926-27 Juventus DN 20 -
1927-28 Ambrosiana DN 10 -
1928-29 Ambrosiana DN 27 -
1929-30 Ambrosiana A 29 -
1930-31 Ambrosiana A 28 -
1931-32 Ambrosiana A 26 -
1932-33 Ambrosiana A 33 -
1933-34 Ambrosiana A 30 -
1934-35 Ambrosiana A 10 -
1935-36 Roma A 27 -
1936-37 Roma A 23 1
1937-38 Venezia B 23 1
1938-39 Lazio A 2 -
Dati anagrafici
Cognome Allemandi Nome Luigi
Nato a San Damiano Macra (Cuneo) Data 08/11/1903
Altezza ND Peso ND
Esordio 6/11/29, Livorno-A.Inter 1-2 Ruolo Terzino
Nazionale
Pt
Rt
 Esordio
 28
 -
04/11/25
Italia-Jugoslavia 2-1

 

Cresciuto nel Legnano, si afferma presto come uno dei migliori difensori del panorama nazionale e viene chiamato alla Juventus. Proprio in bianconero, la sua carriera rischia una precoce ed ingloriosa fine: invischiato nello scandalo che costa la revoca dello scudetto del 1926-27 al Torino, Allemandi viene squalificato a vita. Prima di un derby, aveva concordato con alcuni dirigenti granata il suo disimpegno in modo da agevolare la vittoria del Torino. In effetti la Juventus perde la partita, ma Allemandi risulta il migliore dei suoi e questo spinge Nani, il dirigente implicato, a non versare il restante delle 50 mila lire promesse. Il litigio tra Allemandi e la persona che aveva favorito la contrattazione, lo studente Gaudioso (che alloggiava nella stessa pensione del giocatore), viene udito da un cronista del Tifone, il quale solleva lo scandalo. Il forte terzino di Cuneo viene squalificato a vita, ma per sua fortuna interviene una amnistia sportiva con la quale vengono estinti tutti i reati sportivi, per cui puņ tornare a giocare con l'Ambrosiana. Nella quale diventa subito uno dei punti di forza, tanto da essere chiamato in Nazionale da Vittorio Pozzo, il quale lo schiera titolare durante la kermesse iridata del 1934 che vede l'Italia conquistare il titolo mondiale. Terzino dotato di grande vigore e doti di fondo, si sposa alla perfezione con Eraldo Monzeglio e quando la Roma, che aveva avuto problemi difensivi nel corso della stagione precedente, decide di darsi una difesa all'altezza dell'attacco delle meraviglie capeggiato da Guaita, pensa proprio alla coppia azzurra. Allemandi e Monzeglio non tradiscono le attese e, anzi, diventano i punti di forza di una squadra che, pur privata all'attacco di Guaita e Scopelli, fuggiti in patria, riesce a sfiorare lo scudetto. E' praticamente il canto del cigno per Allemandi che, anche se ceduto l'anno successivo al Venezia, torna a Roma, stavolta sull'altra sponda del Tevere senza praticamente lasciare tracce.

 

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