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La
scheda: Renato Cesarini
Tutti sono concordi nel definirlo il
più stravagante giocatore che abbia mai vestito la maglia della Juventus.
Il suo ingaggio, non comporta particolari difficoltà: se c'è uno che ha
diritto ad usufruire della normativa sugli oriundi, è proprio lui, che
in Italia, a Senigallia, è nato. Interno dotato di fisico e tecnica,
unisce a queste doti un grande senso tattico. Corre tanto e non perde
mai lucidità, inoltre ha intuizioni incredibili, segno di una fervida
intelligenza. Il suo unico problema è una tendenza a vivere
irrefrenabile, che gli impedisce di saltare anche una sola nottata in
compagnia, per la disperazione del presidente bianconero Mazzonis e
dell'allenatore Carcano, che cercano di sorvegliarlo...
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Quell'incredibile 6-5 del 6 novembre 1949
Il 6 novembre del 1949 si gioca il più incredibile derby meneghino della
storia. La partita, infatti, finisce con un pirotecnico 6-5 che non ha
precedenti e rimarrà a lungo impressa negli occhi di chi vi assiste come
classico caso di non sense applicato al gioco del calcio. Dopo soli
diciannove minuti, infatti, il Milan conduce 4-1 e sembra aver in tasca
i due punti. Non è così, perchè la reazione dell'Inter porta le squadre
al 4-4 negli spogliatoi, per il riposo. Ormai, però, la partita ha preso
una piega favorevole ai nerazzurri, come si incarica di dimostrare il
secondo atto della sfida. Che sancisce il clamoroso sorpasso dell'Inter
ai danni dei cugini, nonostante la reazione finale di Nordhal e compagni...
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La
scheda: Aldo Olivieri
Vorrebbe giocare all'ala, ma i ragazzi
che giocano con lui lo costringono ad andare in porta. Inizia così la
carriera di uno dei migliori portieri italiani dell'epoca tra le due
guerre. L'evento risale al 1927, in un torneo tra squadre di ragazzi e
il ragazzo in questione è proprio lui, Aldo Olivieri. Il quale entra nel
Verona e dimostra subito le sue doti, tanto che dopo tre anni passati a
fare miracoli in cadetteria, il Padova decide di acquistarlo per
difendere la sua porta, stavolta in serie A, in sostituzione di
Amoretti. Gioca solo otto partite, in quanto si fa male ad una spalla e
quando rientra, a campionato ormai finito, in una partita con la
Fiumana, viene colpito alla testa da un attaccante avversario. Si
risveglia all'ospedale...
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La
storia del Genoa: il dopoguerra
Il ritorno del calcio, dopo la sosta bellica, vede un Genoa non
irresistibile allinearsi ai nastri di partenza con giustificati timori.
Il primo torneo del dopoguerra, infatti, vede il glorioso grifone alle
prese con le grandi difficoltà derivanti dalla mancanza di un ricambio
per i giocatori ormai arrivati al capolinea. La società, spinta anche
dalla nascita della ambiziosa Sampdoria, cerca di correre ai ripari:
arriva Verdeal, uno dei maggiori fuoriclasse della storia genoana e
sembra l'avvio della rinascita. Poi, però, lo stesso Verdeal viene
sacrificato sull'altare del capriccioso Mario Boyè che, dopo aver
sedotto la tifoseria genoana, lascia la Lanterna dopo sole diciotto
partite, con una fuga clamorosa...
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Inizia l'Era Viola: la Roma verso il secondo scudetto
Con l'avvento di Dino Viola, la Rometta va in soffitta e inizia l'era
più bella nella storia della squadra giallorossa, che torna alla sua
missione iniziale, quella che prevedeva una società in grado di
competere ogni anno per il titolo. Sin dalle prime mosse, l'uomo di
Aulla dimostra di saperci fare, riportando Liedholm sulla panchina e,
soprattutto, procedendo alla acquisizione di Paulo Roberto Falcao, uno
dei più grandi giocatori di ogni epoca. i risultati sono subito copiosi:
la Coppa Italia del 1979-80 è solo il prologo alla stagione successiva,
quando gli uomini di Liedholm vengono privati dello scudetto solo da una
sciagurata decisione di Bergamo che lo consegna alla Juventus ...
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Serie A 1968-69
E' l'anno della Fiorentina yè-yè. La squadra di Pesaola, composta
soprattutto da giovani, va a vincere il secondo
scudetto della storia gigliata. Capitanata da Picchio De Sisti, la
Fiorentina va molto oltre il pronostico di partenza e riesce a sgominare
la concorrenza di Cagliari e Milan. A stupire, è soprattutto il
rendimento esterno della ciurma di Pesaola; il ruolino esterno alla fine
dell'anno recita lo zero. Il Milan si rifà ampiamente in Coppa dei
Campioni, andando per la seconda volta a trionfare nella massima
competizione europea. Nella finale di Madrid, i rossoneri demoliscono la
resistenza dell'Ajax di Crujff, grazie alla regia di Rivera e alla furia
sotto porta di Pierino Prati, alla sua definitiva consacrazione.
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La
scheda: Giampiero Combi
E' il portiere mito della Juventus dei
cinque scudetti. Forte tra i pali e in uscita, sa come piazzarsi al
meglio e in virtù di questa dote può limitare al minimo gli spettacolari
tuffi che molti colleghi sono costretti ad effettuare per ovviare a
difetti nel posizionamento. Proprio per questo, viene sottovalutato da
chi non è abituato a vedere i dettagli. Si allena pochissimo, perlomeno
se si raffronta la sua preparazione agli standard attuali: solo venti
minuti a seduta (e all'epoca, al massimo si effettuano tre allenamenti a
settimana), nel corso dei quali si fa tirare da quattro compagni che
però debbono farlo come se si fosse in partita. Ce n'è uno tra loro, in
particolare, che lo fa impazzire, Cevenini III, un vero artista...
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Serie B 1939-40
L'edizione 1939-40 della seconda serie vede la promozione di Atalanta e
Livorno. I bergamaschi si dimostrano complesso di tutto rispetto e una
compattezza in grado di far fronte ad ogni necessità. I labronici,
invece, puntano soprattutto sulla verve realizzativa di Vinicio Viani,
uno dei maggiori cannonieri degli anni '30, un vero e proprio lusso per
la serie cadetta. Alla fine, lombardi e toscani riescono a piegare la
strenua resistenza di una coriacea Lucchese e a strappare il biglietto per la
massima serie. Retrocedono invece Molinella, Vigevano, Sanremese e
Catania, in un anno che vede rifulgere luminosissima la stella del
grande Gino Cappello, ormai in avanzata fase di lancio...
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